Recensioni

Storie scritte sulla sabbia, Salah addin Roberto Re David

27022Se le storie le scrivi sulla sabbia sono destinate a scomparire, a diventare un ricordo di chi le ha scritte o forse anche chi le ha scritte le ricorda come un sogno. Salah addin Roberto Re David per non dimenticarle le ha incise in un bellissimo album che è uscito nel luglio 2013, per la Piccola Bottega Popolare/Audioglobe/The Orchard, con il contributo dei fondi di Puglia Sound: Storie scritte sulla sabbia.


Storie scritte sulla sabbia è una preghiera ad un Dio che ha orecchie per ascoltare. Parte da dentro e si esprime con i tasti di un pianoforte che diventa mezzo di traduzione tra il linguaggio dell’anima e quello del mondo. Un sogno onirico lungo 14 tracce, accompagnato da 14 scenari diversi ispirati dai brani immaginati dal visual artist Francesco Grillo.
A cominciare dal primo brano, ogni nota sembra un preludio del racconto di ascesa che viene dopo. Cambi di ritmo frequenti, uso del pianoforte in ogni sua componente, dalle corde al legno che lo costituiscono, il pensiero che accompagna ogni composizione, sono alcune delle caratteristiche di questo album. È da ascoltare tutto d’un fiato, partendo dal primo brano per arrivare all’ultimo, senza mai staccarsi da esso. Solo così si potrà comprendere il disegno generale che parte dalla prima nota e arriva fino all’ultima, oltre alla bravura di questo straordinario musicista. L’intero lavoro è frutto di una libera improvvisazione registrata all’impronta in studio, un pensiero unico che dura 70 minuti di respiri, ritmi, pensieri intimi e preghiere che salgono fino a chi le deve ascoltare.

Salah addin Roberto Re David, musicista ed artista eclettico che accompagna al canto e al piano i suoi studi sulla filosofia e l’arte sufi (ispirazione primaria per la sua musica), ha stupito con Storie Scritte sulla Sabbia. Quello che fa rimanere a bocca aperta, oltre  al fatto che si tratta di una completa improvvisazione, è che la storia raccontata è chiara al primo ascolto. È un racconto che ti prende, fino a voler arrivare alla fine. E soprattutto a volerne ancora e ancora.

Federica Di Bari

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