Recensioni

Looking Ahead, Danilo Zanchi Trio

Danilo_Zanchi_Trio-592x592Per guardare al futuro abbiamo bisogno di qualcosa che ci catturi, qualcosa di inaspettato, di poco avezzo al nostro orecchio. Danilo Zanchi ci prova con il suo album d’esordio Looking Ahead uscito per l’AlfaMusic. Looking Ahead è lo sguardo lungimirante di un chitarrista che cerca di dare nuova forma alla più classica delle formazioni: il trio.

Oltre ad essere l’album di esordio di Danilo Zanchi, è anche un esperimento ben riuscito su una nuova concezione di trio: invece del pianoforte abbiamo la chitarra suonata da Zanchi, Ares Tavolazzi al contrabbasso e John B. Arnold alla batteria. I temi, tutti composti da Zanchi non hanno la minima traccia del blues dal quale la chitarra a volte può essere tentata. Sono temi studiati, interpretati esplicitamente per rendere nuova una formazione che ha una storia infinita. Paunasia è dirompente e ti fa entrare subito nell’album, studiato con una alternanza tra brani lenti e fast, che non portano la figura emergente di uno o dell’altro musicista ma parlano di una musica d’insieme che caratterizza tutto l’album, assoli compresi. Composizione di forte impatto si uniscono a brani molto evocativi e poetici (come Your Presence) creando una bella atmosfera nell’album, che vola nella sua mezz’ora raccontando lo sguardo al futuro di Danilo Zanchi. Zanchi usa la chitarra con tutto il corpo facendone un mezzo per trasmettere il racconto del brano più che uno strumento, diventando filo conduttore in tutto l’album pur non essendo leader incontrastato nei pezzi. L’interplay tra i tre musicisti è evidente negli scambi di solo come nell’esecuzione dei temi, che lo rendono ancora più tangibile.
Danilo Zanchi sa far esprimere al meglio la sua chitarra, facendone voce protagonista, guida e accompagnamento in ogni brano. Le composizioni sono ben studiate e pensate, con dei temi non comuni e di spessore.
Ares Tavolazzi è ispirato, a volte lirico. Sa esprimersi al meglio nel background come negli assoli (come in Bop Dizy, omaggio evidente al bebop di Dizzy Gillespie). Un collante magnifico e un protagonista perfetto.
John B. Arnold sa usare la batteria con tutti i suoi tamburi e piatti, facendola cantare e suonare, guidando il trio senza perdersi in esso.
Un ottimo esordio nel panorama jazzistico per un giovane chitarrista con le idee già nel futuro e le radici ben salde nel passato e con un trio d’eccezione, guardando al futuro.

Federica Di Bari

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