Recensioni

Ritratti in Jazz, Murakami Haruki e Wada Makoto

murakamiSerata in solitudine. Ci siete solo voi, un bicchiere di vino rosso (o di birra o di scotch se più vi piace), un bel libro e un bel vinile che gira sul piatto. Il libro ve lo suggerisco io: Ritratti in Jazz di Murakami Haruki. 55 artisti raccontati in questo scrigno pieno di ricordi, di racconti inaspettati su i vari musicisti e di piena passione. Magari un regalo da fare e da farci in questo natale, da assaporare una sera di inverno, con una pila di vinili di lato e il libro tra le mani.

Murakami Haruki, notissimo scrittore giapponese e nascosto (ma non troppo) amante del jazz, unisce i suoi ricordi e la sua numerosissima collezione di vinili ai ritratti del pittore Wada Makoto. L’occasione è stata una mostra del pittore Makoto di ritratti di soli jazzman e Haruki, da attento critico e scrittore non poteva non scriverne prima un catalogo e poi un libro, dove integrare, oltre alla storia personale di ogni singolo jazzista, anche i ricordi, le emozioni che i brani ricordano a chi scrive. Da Chet Baker a Jack Teagarden, da Bill Evans a Thelonius Monk, da Billie Holiday a Frank Sinatra, questi sono solo alcuni dei nomi che racconta Haruki nel suo libro. Il modo di raccontarli è quello che cattura il lettore. Non è una storia critica del pezzo scelto o un’analisi tecnica, ma un’analisi sentimentale. Si perchè Murakami si racconta attraverso i ricordi custoditi nei cassetti della memoria, aperti dalle prime note di ogni brano e di ogni musicista rappresentato dalla mano di Makoto. È un regalo che possiamo fare a noi stessi ed anche ad una persona speciale, dedicarci alla nostra musica, al jazz e ai suoi protagonisti. E perchè no, uno spunto per provare anche noi a sviscerare i nostri ricordi, aprire quei cassetti chiusi da anni e lasciar scorrere le sensazioni che ogni singola nota conosciuta che ascoltiamo sa suscitarci. Proviamo anche noi a fare una playlist delle emozioni, quelle da godersi quando ci vogliamo dedicare a noi stessi, a farci una coccola.
Murakami Haruki ci fa ricordare che il jazz non è solo bella musica da ascoltare, ma grande passione e pienezza di sentimenti, che è quello che ci fa evadere dalla quotidianità e immergere nel suo mondo fantastico. Insieme agli attenti ritratti di Wada Makoto, ci descrive quel jazz che solo gli occhi di un innamorato può raccontare.
Fate un esperimento, ricercate nella vostra memoria i brani e i musicisti del vostro cuore, create la vostra playlist delle emozioni e dedicatela a voi stessi. Inizio io: Estate di Bruno Martino. Abbiamo passato un’estate intera io e la mia grande amica Ludovica a sentircela e risentircela, a postarcela a vicenda su facebook, a cantarla all’improvviso nelle sere d’estate. Quella fu un estate divertentissima, passata tra un festival di opera lirica, cantanti provoloni, serate a mangiare un tortino al cioccolato buonissimo con della birra bionda ghiacciata e tanta allegria e spensieratezza. Estate non solo lo standard italiano più conosciuto e suonato al mondo. Estate è la mia Ludo e io sono la sua.

Federica Di Bari

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