Recensioni

Crossthing, Fabrizio D’Alisera Quartet

crossthingIl segreto di un buon album, come quello della crema pasticcera, è mescolare. Sempre, con la stessa velocità e con lo stesso ritmo (preferibilmente in levare). E come nella crema pasticcera, c’è bisogno di mescolare ingredienti diversi per ottenere un unico risultato: una crema gustosa o un buon album, se si tratta di musica. Il pasticcere all’opera in questo caso è Fabrizio D’Alisera che con il suo quartetto ha creato Crossthing, uscito per l’Alfa Music. Ed è una crema riuscita.

Fabrizio D’Alisera al sax tenore e soprano, ha chiamato una bella squadra per il suo Crossthing: Enrico Bracco alla chitarra, Maurizio Perrone al contrabbasso e Mario Lineri alla batteria. Ma come ogni impresa ardua che si rispetti ci deve essere sempre qualcuno con il quale fronteggiarsi e D’Alisera ha scelto il meglio: Max Ionata. In quattro tracce dell’album il lirismo e l’esperienza di Ionata si vanno a confrontare con il quartetto di D’Alisera e così vien fuori quell’incrocio di cose, di esperienze che può portare un tenorista di tale calibro ad un giovane quartetto. Quasi tutte composizioni originali di D’Alisera, in questo album c’è la presenza di quel dialogo da vecchia scuola, una sezione ritmica presente con la capacità di guidare e rispondere alle battute. I due sax, quello di D’Alisera e Ionata che si fronteggiano ma aprono il dialogo al resto del gruppo, tenendo un filo logico in ogni brano che porta a seguirli dalla prima nota fino all’ultima. In particolare in Dear Now, ballad dai toni molto calmi e sospesi, i due sassofonisti danno sfoggio di se stessi non nelle altezze ma nelle intensità, molto più difficili da perseguire e trovare. Colorata e coinvolgente, è quasi messa a sospensione nell’album, per prendere respiro dalle vorticose composizioni che fanno di Crossthing una buona crema pasticcera.
Un quartetto ben amalgamato che vede in D’Alisera il proprio leader, pronto a guidare e a seguire rendendo ogni brano diverso dall’altro e allo stesso tempo complice, facendo in modo così che Crossthing scorra piacevolmente.
A dare risalto a tutto c’è l’esperienza, la bravura e la tessitura musicale di un grande artista come Max Ionata che tira fuori da questo quartetto il suo meglio. Il mio consiglio quindi è quello di ascoltarlo con molta attenzione, magari con una tazza di crema pasticcera calda in mano, non noterete la differenza tra le due.

Federica Di Bari

https://www.youtube.com/watch?v=PGZLj2tnhzk

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