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Michael Radford al Bif&st di Bari: Body & Soul e Michel Petrucciani

petruccianiBody & Soul è un bellissimo documentario che racconta la storia di un piccolo grande pianista: Michel Petrucciani. Realizzato nel 2011 da Michael Radford, Body & Soul cerca di ricostruire attraverso testimonianze e video inediti, la vita di Petrucciani, che è riuscito a trasformare la sua ingrata malattia in una grande passione per la musica e vivere in modo pieno come solo il jazz può portare a fare. Stamattina, a Bari al Teatro Petruzzelli in occasione del Bif&st, Michael Redford ha tenuto una lezione di cinema e la sottoscritta era in prima fila quando ha sentito Redford che raccontava di come ha realizzato Body & Soul.

Radford bifest 1Essendo Petrucciani morto nel 2000, il film è stato soprattutto una ricerca di archivio, di film casalinghi. Non cercavo solo filmati di lui che suonava ma anche filmati che presentavano un Michel inedito. Lui era un grande amante di donne e le donne si buttavano sopra di lui perchè aveva un grande carisma. Viveva una vita che per uno con la sua malattia era straordinaria ma anche normale, soprattutto con le donne che sposava e tradiva…era un uomo del sud! Michel nacque con questa malattia genetica che era l’osteogenesi imperfetta (anche nota come Sindrome dalle ossa di cristallo, ndr) e spesso gli si fratturavano le falangi mentre suonava il piano. Il dolore fisico nella sua vita era sempre presente ma sembrava non curarsene, era un genio, tanto che già a quattro anni suonava i pezzi di Duke Ellington. Michel era un personaggio assolutamente straordinario. Mi raccontarono una volta che lui durante un suo concerto, conobbe una donna che era stata lasciata dal marito, piangeva sempre ed era proprio disperata. Le chiese: ‘ Perchè sei così triste?’ e lei gli raccontò tutta la sua vita e della separazione dal marito e lui disse: ‘ Ma guarda me. Nessuno sta peggio di me e guarda come sono sorridente e contento. Sono io e sono contento di essere me stesso perchè è la mia vita’. All’epoca aveva solo sedici anni. Era così e la sua musica manifestava tutta la sua gioia di vivere. Proprio questo era quello che cercavo: raccontare quell’essere umano che amava le donne, trattava la gente male, che prendeva della droga. Io ho fatto l’intervista anche al suo spacciatore perchè solo così entri nella mentalità di quell’uomo, nella sua sofferenza e nella sua vita di tutti i giorni: da quello che era il suo umore alla sua tristezza e alle scelte che ha fatto. Io sono rimasto colpito del coraggio di quest’uomo ed è una grande lezione anche per noi: se lui è riuscito a fare quello che ha fatto nella sua vita, ad essere così eccellente, tutti possiamo.
Ad un certo punto ho preso coraggio, ho alzato la mano e timidamente ho chiesto a Mr. Radford:
Se durante la produzione di Body and Soul avesse avuto Michel Petrucciani lì con lei, cosa gli avrebbe chiesto?
Non penso che c’è una domanda che gli avrei fatto. Avrei fatto completamente il film in un altro modo. Avrei seguito quest’uomo nella sua vita come una mosca sul muro e sarei entrato proprio nella sua vita personale. Questa è la cosa che rimpiango di più: di non poter essere con lui, passare un momento di felicità con quel personaggio che illuminava la vita di chi aveva intorno. Ma sento di conoscerlo bene, molto bene.
Entrare nella vita di qualcuno non è mai facile, specialmente quando cerchi di ricostruire la storia di un grande musicista come Michel Petrucciani. Michael Redford ci è riuscito toccando corde nascoste e il racconto che ne ha fatto in Body & Soul ne è la prova. Il jazz non ha limiti, entra nel cinema come nel cuore delle persone, sempre in levare.

Radford bifest 2

Federica Di Bari

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