Focus on

Focus on: Salt Peanuts

dizzy-gillespieNel 1978 Dizzy Gillespie si trovava alla Casa Bianca. Il presidente allora era Jimmy Carter. Dizzy contò, dirigendo con le dita a mo di bacchetta da direttore d’orchestra. Dopo il primo riff un momento di silenzio, come un respiro, prima che Dizzy dicesse la frase che tutti si aspettavano. Ma Carter salì sul palco e cantò “Salt Peanuts! Salt Peanuts!” Un presidente bianco, che canta con brano bebop con un gruppo jazz nero. Una breccia culturale senza precedenti.


Salt Peanuts è un po’ il simbolo del bebop, di Dizzy Gillespie e Charlie Parker, del jazz degli anni ’50 sulla 52esima strada a New York. Nasce come un riff che la band di Gillespie suonava dopo un assolo di Dizzy in Little John Special che poi Dizzy trasformò in Salt Peanuts intorno al ’42 con Kenny Clarke. Già nel ’54 era il pezzo di punta della sua band con Charlie Parker e veniva richiesto ogni sera nei locali della 52esima. Parker e Gillespie, i due nomi del bebop. Gillespie racconta così il loro primo incontro:
«Io alloggiavo al Booker T. Hotel, e un pomeriggio Charlie Parker è venuto a trovarmi. Cominciammo a parlare in camera mia, poi tirammo fuori i nostri strumenti, lui il sassofono alto e io la tromba. Questo durò delle ore. Non riuscivamo a smettere di suonare. È un miracolo se sono andato a lavoro, quella sera. Io ero sconvolto: le idee che avevo in testa erano come personificate in Charlie Parker. Da quel momento e più ancora negli anni successivi le nostre idee furono gemelle, ed è difficile dire che cosa sia venuto da me e che cosa sia venuto da lui…»
A Charlie Parker e Dizzy Gillespie è legata un’altra storia su Salt Peanuts, se vogliamo molto più pittoresca. Era il 1950, Apollo Theater. Charlie Parker a metà del concerto ebbe una crisi di astinenza e seppe che i venditori di noccioline, Salt Peanuts per l’appunto, nascondevano l’eroina sotto la loro merce. Dal palco iniziò a gridare “Salt Peanuts! Salt Peanuts!” cercando di attirare la loro attenzione, invano. Per coprire le urla di Parker, Dizzy inziò a suonare il celebre motivo, seguendo l’intonazione dell’urlo di Charlie e Max Roach lo seguì. Il tragico di Parker coperto dal comico di Gillespie.
mzi.gjptggey.1200x1200-75La struttura di Salt Peanuts è la bandiera del bebop. Dopo le due battute di introduzione, con il solo della batteria e l’ensamble, il brano parte con il tema di 32 battute con lo schema AABA dove l’armonia è strettamente legata ai cambi di ritmo. La melodia consiste in due frasi, dove la seconda è il motivetto che Gillespie canta, “Salt Peanuts, Salt Peanuts!”. Parker e Gillespie di solito dividevano il motivo, Parker faceva le note basse mentre Gillespie faceva quelle alte. Il ponte è costruito da ottave mentre in molte parti della melodia possiamo trovare le “tritones“, tipiche del linguaggio Bop. La particolarità dell’ascolto di Salt Penauts è quella di trovare il dondolamento dello swing ad una velocità elevata, come elevata è la velocità dei solo improvvisati, data anche dal poco spazio che c’è tra le frasi.
«Non ricordo come nacque il nome, “Salt Peanuts”, ma diventò un brano di per sé, molto più elaborato di un riff. Sulla co-composizione con Kenny (Clark, ndr), andò così: ci vedemmo e uno dei due iniziò a pensare a qualcosa da suonare e, sai come succede, “No man, proviamo questo” e via così. Se non ci piaceva, provavamo qualcos’altro e qualcos’altro ancora, finchè finalmente potemmo dire: “Yeah man, è questo!”. Ecco come è stato fatto, insieme. Kenny e io ci accordammo su Salt Peanuts» (da To Be or Not…to Bop – Dizzy Gillespie).
Salt Peanuts è stato la bandiera di tante cose. Del bebop innanzi tutto, di quel momento storico dove i musicisti di colore erano i soli protagonisti della scena musicale Newyorkese e dell’est coast. Un linguaggio nuovo e pieno di note, alcune divertenti come nel caso di Salt Peanuts, altre rabbiose o malinconiche. Il bebop è stato un passaggio fondamentale nella storia del jazz moderno e Salt Peanuts lo rapprensenta a pieno. Da un lato spiritoso e pieno di follia, ma così veloce e dinamico da farti perdere molte volte nei suoi vortici fatti di mille e mille note.
E Salt Peanuts è anche la bandiera di questo blog, che come il brano è pieno di mille sfaccettature, tutte ancora da scoprire. Con questo Focus on, inauguriamo un nuovo filone di approfondimenti fatto di curiosità e brani tutti da ascoltare. Salt Peanuts si rituffa in quel calderone che è il Real Book per tirare fuori tante nuove storie da raccontarvi, sempre in levare.

La prima registrazione:
Dizzy Gillespie and His All-Stars. 11 Maggio 1945, New York City, Guild Records.
Dizzy Gillespie (trumpet), Charlie Parker (alto sax), Al Haig (piano), Curley Russell (bass), Sid Catlett (drums)

Curiosità:
Lucio Dalla l’ha suonata più volte con Stefano Di Battista in una serie di concerti. Potete trovare il video su Youtube

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Federica Di Bari

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