Focus on

Focus on: La Regina Dada

13237827_10150636815789950_1639526666940053731_nGià, chi sono i Tuponi? Questo popolo strutturato e destrutturato, analizzato e non analizzato, studiato e non studiato da Alain Gosmò (si scriverà così? Poco importa, anzi a nessuno importa), maestro di musica e antropologo del regno, nonchè venditore di contrabbando di gabbie.

In fondo, chi è Alain Gosmò? Maestro di musica, antropologo, uomo innamorato della morte e spaventato dalla vita, venditore lecitamente illecito di gabbie e

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(lascio uno spazio bianco per libera interpretazione della figura alquanto stabile nella sua instabilità di Alain Gosmò).

Ma soprattutto, chi è la Regina Dada? Chi è questa regina che pur comprensiva del suo ruolo e della sua importanza decide di lasciare i sudditi e di scrivere un trattato, un libello, un indice, un qualcosa dai, sull’importanza dell’abdicare.

Adesso

E poi, cosa ci insegnano i Tuponi se non che il gioco del linguaggio si svolge sulla linea sottile della comprensione dell’incomprensibile e che i linguaggi non sono altro che giochi di parole e di note.

Le gabbie sono solo nella nostra mente e forse da esse ci facciamo imprigionare per poi essere portati via, magari da un Tupone.

Alla fine cos’è il tempo? Quello che per me è stata un’ora e mezza di puro godimento di uno spettacolo teatrale così innovativo da riuscire a giocare sulla costruzione e decostruzione del linguaggio della musica e della parola senza annoiare ma dicendo la possibilità dell’uomo di vivere e affrontare il proprio tempo, i propri sentimenti, le proprie emozioni proprio come fanno i Tuponi; per il mio vicino di poltrona non era che uno spettacolo dove: “Ma mi aspettavo che Stefano Bollani suonasse di più!”.

Il tempo gioca con la nostra concezione di presente, di attività e di passività, di presenza e di assenza, dandoci l’impressione di poter essere padroni di esso senza sapere nemmeno di cosa si tratti.

Ma più di tutti, quelli che giocano più di tutti con noi e con la nostra percezione di noi stessi sono Stefano Bollani e Valentina Cenni, che con la loro Regina Dada mi hanno stupita e incantata per quello che a me è sembrato un attimo ma che forse è stata un’ora. Uno spettacolo avveniristico quello che io ho visto al Teatro Verdi di Martina Franca, che forse tra qualche anno verrà compreso ma che in realtà è molto alla portata di tutti, tutti quelli che sono disposti a giocare con se stessi e con chi sta sul palco e cerca di incantarli con la danza trascinante di una mosca appena morta. Segno che il tempo non è che l’ennesimo tentativo di ingabbiare la mente in qualcosa di proibito.

Adesso

Ovunque voi siate, Tuponi raggiungeteci.

Federica Di Bari

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